Pedofilo è una parola che si declina e si usa praticamente sempre al maschile. Non a caso, certo, perché i racconti e le denunce delle vittime sono e sono state rivolte nella stragrande maggioranza dei casi contro uomini. Si fatica, dunque, e ci si ritrae all’idea che esistano donne che abusano di minori, eppure la pedofilia al femminile non è un fenomeno irrilevante né per gravità né per numeri.
Si tratta spesso di donne con atteggiamento materno ed accudente (un’insegnante, una zia, una babysitter) che scelgono vittime con scarsa autostima. Li inducono a fare cose che non vogliono, convincendosi che lo fanno per ‘amore’.
Una donna che instaura una relazione sessuale con un adolescente, è consapevole dell’abuso o pensa che quello sia ‘amore’?
Un problema comune nelle donne abusanti è proprio la distorsione cognitiva che fanno attraverso i loro pensieri per razionalizzare i loro comportamenti. Queste donne si ripetono “non c’è niente di sbagliato in quello che ho fatto. Non gli faccio alcun danno. Se fa quello che gli sto dicendo significa che vuole farlo”.
Queste donne si approcciano in maniera materna e accudente, come fa una vittima a capire che si trova in presenza di un abuso?
E’ proprio questo il problema: la vittima vive una “dissonanza cognitiva” che le impedisce di avere una visione chiara della situazione. Se si tratta di un giovane adolescente per esempio, visto che culturalmente dai suoi coetanei potrebbe essere considerato un “privilegiato” ad avere rapporti con una donna adulta, il ragazzo potrebbe sentirsi confuso e pensare che se vive sentimenti di colpa o emozioni non piacevoli rispetto a quanto accaduto ci sia qualcosa di sbagliato in lui.
La sex offender agisce con meccanismi diversi da quelli degli uomini?
L’abusante donna non è considerata solo quella che agisce la sessualità con un minore, ma anche quella che “spinge” un minore a relazioni sessuali non desiderate, ad esempio, madri che mettono le figlie in condizioni di doversi “prendere cura” del padre durante la loro assenza. In letteratura ci sono anche molti casi di madri che vendono sessualmente i propri figli a terzi.
La pedofila può anche agire violenza direttamente sulla vittima? 
Sì. Esistono madri che abusano sessualmente i propri figli mettendo in atto un meccanismo di “coazione a ripetere”. Questo accade a donne che hanno subito abusi sessuali nell’infanzia e si “vendicano” facendo passare ad altri ciò che loro stesse hanno subito.                    
                                                           
Dr.ssa Francesca Mamo

(https://www.linkedin.com/in/francesca-mamo/)