Bagnino nella piscina di un albergo ligure è accusato di 41 casi di abuso su minori

Bagnino nella piscina di un albergo ligure è accusato di 41 casi di abuso su minori

Crimanl profiling: 57 anni, bagnino e professore di educazione fisica, 41 casi di abusi
sessuali nei confronti di ragazzine di età compresa tra i 6 e i 14 anni, svariate carcerazioni,
reiterazione del reato.
Il pedofilo milanese lavorava come bagnino nella piscina di un albergo in Liguria o come
insegnante di educazione fisica in alcune scuole elementari della Toscana: sembrava
svolgere una vita normale ma con trascorrere del tempo, aveva collezionato 41 casi di
abusi sessuali nei confronti di ragazzine giovanissime.
Il modus operandi cambiò nel tempo: inizialmente approfittava dei momenti di distrazione
dei genitori in piscina o quando faceva l’insegnante mostrava alle alunne video porno, tra
cui riprese in cui si masturbava e con la scusa degli esercizi di ginnastica, ne approfittava
per toccarle.
Prima denuncia 1997. Dopo essere stato condannato a 8 anni e all’interdizione
dall’insegnamento e dall’impiego in qualsiasi tipo di struttura sportiva, è rimasto in prigione
fino al 2005. Quando però è tornato in libertà, con l’avvento dei social network, ha affinato
le sue tecniche di adescamento: utilizzava un profilo falso in cui si fingeva un adolescente
usando foto di giovani cantanti, attori o famosi youtuber e un linguaggio tipico
adolescenziale.
Di nuovo detenuto fino al 2009, uscito dal carcere si è ristabilito a Milano. Qui è riuscito a
trovare lavoro come istruttore di pallavolo in alcuni centri sportivi, rendendosi ancora una
volta autore di condotte simili e tornando nuovamente in carcere.
Dove si sta sbagliando? La risposta è semplice: il carcere non serve a niente per chi ha
devianze sessuali in quanto, se non vengono eliminate, porteranno a reiterare il reato
nuovamente.
Chi infatti viene condannato per stupro, pedofilia, detenzione di video o materiale
pedopornografico, non può ricevere una semplice condanna paragonabile a quella di
qualsiasi altro autore di reato. Per tali condannati infatti, deve essere necessariamente ed
obbligatoriamente avviato un percorso psicologico e di riabilitazione specifico e solo al
termine dello stesso con esito positivo, la persona può essere riammessa in società.

Non cadiamo nel pensiero comune! La riabilitazione non deve essere vista come un regalo
che si fa al detenuto, ma è una possibilità concreta che non ci siano altre vittime una volta
che esso avrà scontato la sua condanna.

Guardare dentro la psicopatologia criminologica. Dai suoi esordi alla carcerazione

Guardare dentro la psicopatologia criminologica. Dai suoi esordi alla carcerazione

La Fondazione Progetto Uomo Onlus (https://beta.fondazioneprogettouomo.it/academy/guardare-dentro-la-psicopatologia-criminologica-dai-suoi-esordi-alla-carcerazione/), in collaborazione con il MISAP, propone un corso di formazione rivolto a Psicologi e Criminologi, inclusi coloro che sosterranno l’avviso pubblico per esperti ex articolo 80, nonché Psicologi penitenziari, Psichiatri, Medici legali, Educatori, Assistenti sociali, Avvocati.

Le finalità del corso:

Creare competenze sia nell’individuazione precoce e puntuale dei segni indicatori di gravi disturbi di personalità, come il disturbo borderline con tratti antisociali, il disturbo antisociale, il disturbo psicopatico, il perverso, lo psicotico con perversioni sessuali, tutti rientranti nello spettro del narcisismo maligno, sia nella conduzione dei colloqui conoscitivi o terapeutici/riabilitativi, sia nella presa in carico di quest’ampia gamma di psicopatologie sottoposte a misure privative e limitative della libertà (detenuti) o a misure restrittive alternative.
Relativamente all’ultima finalità del corso su menzionata, si specifica che coloro che aspirano a diventare esperti penitenziari verranno adeguatamente preparati alla conoscenza e allo svolgimento di tutte le funzioni previste dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nella Circolare del 12 giugno 2013 e quindi agli argomenti oggetto di valutazione nel prossimo concorso nazionale per psicologi penitenziari.

Come iscriversi al corso:

Scaricare e compilare la domanda di iscrizione, versare la quota di iscrizione di euro 500,00 sul c/c intestato a Fondazione Progetto Uomo Onlus IBAN IT 61 J 02008 11910 000040722826 – causale Corso “Guardare dentro la psicopatologia” e nome del partecipante. La quota di partecipazione può essere versata in 2 rate: 1° rata euro 300,00 al momento dell’iscrizione 2° rata euro 200,00 entro il 30 aprile 2021

Termine ultimo per le iscrizioni: 

Lunedì 15 marzo 2021

Segreteria organizzativa:

dott.ssa Fiorella Vettoretto manager della formazione

telefono: 392 7735035 oppure 0437/950909

email: info@fondazioneprogettouomo.it

Donne pedofile: “Sono tantissime, madri e insegnanti: ma si raccontano che è ‘amore’ ”

Donne pedofile: “Sono tantissime, madri e insegnanti: ma si raccontano che è ‘amore’ ”

Pedofilo è una parola che si declina e si usa praticamente sempre al maschile. Non a caso, certo, perché i racconti e le denunce delle vittime sono e sono state rivolte nella stragrande maggioranza dei casi contro uomini. Si fatica, dunque, e ci si ritrae all’idea che esistano donne che abusano di minori, eppure la pedofilia al femminile non è un fenomeno irrilevante né per gravità né per numeri.
Si tratta spesso di donne con atteggiamento materno ed accudente (un’insegnante, una zia, una babysitter) che scelgono vittime con scarsa autostima. Li inducono a fare cose che non vogliono, convincendosi che lo fanno per ‘amore’.
Una donna che instaura una relazione sessuale con un adolescente, è consapevole dell’abuso o pensa che quello sia ‘amore’?
Un problema comune nelle donne abusanti è proprio la distorsione cognitiva che fanno attraverso i loro pensieri per razionalizzare i loro comportamenti. Queste donne si ripetono “non c’è niente di sbagliato in quello che ho fatto. Non gli faccio alcun danno. Se fa quello che gli sto dicendo significa che vuole farlo”.
Queste donne si approcciano in maniera materna e accudente, come fa una vittima a capire che si trova in presenza di un abuso?
E’ proprio questo il problema: la vittima vive una “dissonanza cognitiva” che le impedisce di avere una visione chiara della situazione. Se si tratta di un giovane adolescente per esempio, visto che culturalmente dai suoi coetanei potrebbe essere considerato un “privilegiato” ad avere rapporti con una donna adulta, il ragazzo potrebbe sentirsi confuso e pensare che se vive sentimenti di colpa o emozioni non piacevoli rispetto a quanto accaduto ci sia qualcosa di sbagliato in lui.
La sex offender agisce con meccanismi diversi da quelli degli uomini?
L’abusante donna non è considerata solo quella che agisce la sessualità con un minore, ma anche quella che “spinge” un minore a relazioni sessuali non desiderate, ad esempio, madri che mettono le figlie in condizioni di doversi “prendere cura” del padre durante la loro assenza. In letteratura ci sono anche molti casi di madri che vendono sessualmente i propri figli a terzi.
La pedofila può anche agire violenza direttamente sulla vittima? 
Sì. Esistono madri che abusano sessualmente i propri figli mettendo in atto un meccanismo di “coazione a ripetere”. Questo accade a donne che hanno subito abusi sessuali nell’infanzia e si “vendicano” facendo passare ad altri ciò che loro stesse hanno subito.                    
                                                           
Dr.ssa Francesca Mamo

(https://www.linkedin.com/in/francesca-mamo/)

𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝘂𝘀𝗶𝗻𝗲𝘀𝘀: 𝗴𝗲𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀

𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝘂𝘀𝗶𝗻𝗲𝘀𝘀: 𝗴𝗲𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀

L’istituto MISAP e il Centro Studi AMIStaDeS hanno il piacere di presentare la discussione online, sul tema ” Internazionalizzazione del business: geopolitica, sicurezza, opportunità”.

Intervengono, moderati da Giacomo Salvanelli, CEO MISAP:

  • Aldo Pigoli (Università Cattolica del Sacro Cuore, MISAP)

  • Valerio Mancini (Rome Business School, MISAP)

  • Piermarco Cairoli (Business development manager)

  • Alessandro Vivaldi (Intellego, Corporate Intelligence Consultant, AMIStaDeS);

L’internazionalizzazione d’azienda è un tema attuale e molto dibattuto, ma quali sono le sue fondamenta?

Per affrontare questo tema non si può prescindere dalle questioni geopolitiche e di sicurezza; è da questo intreccio che derivano opportunità di mercato come edilizia, agricoltura, infrastrutture e in generale a tutti i livelli.

Affinché ciò avvenga, bisogna conoscere i Paesi verso i quali orientiamo l’internazionalizzazione, conoscere il territorio, le prospettive, la situazione politica e sociale.

L’incontro, fissato per il 15 ottobre 2020, avrà inizio alle ore 18.00 e si terrà su Zoom, previa registrazione attraverso il form d’iscrizione, e in diretta Facebook.

La partecipazione è gratuita.